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Tibet: Ritual Music and Chants of the Gelug Tradition
Tibetan Monks/Sera Jé Monastery
ARNR 0598

format: CD Book 96 pagine
Prezzo: 19.5 €

La musica rituale dei monaci tibetani del monastero di Sera Jé è il filo conduttore di questo viaggio spirituale nella cultura tibetana. Il volumetto, corredato da molte fotografie a colori ed alcune rare immagini del Tibet e del monastero di Sera prima della sua distruzione nel 1959, é suddiviso in tre parti principali: Tibet (Buddhismo, storia, attualità); la musica rituale tibetana; il compact disc allegato con i testi delle principali pratiche.

La registrazione delle musiche é stata effettuata durante il mese di gennaio 1997 in digitale da Angelo Ricciardi presso il nuovo monastero di Sera Jé, esiliato nel Sud dell’ India. Testi di Angelo Ricciardi, Stefano Dallari e Matteo Silva. Introduzione del professore Fosco Maraini. Una parte dei proventi della vendita di questo prodotto sarà devoluta al monastero di Sera ed al Tibetan Children Village di Dharamsala, India.

Il monastero di Sera Jé fa parte della tradizione Gelug che fu fondata da Lama Tzong Khapa nel 13° secolo. Il principale capo spirituale di questa tradizione è il Dalai Lama. Oggi, S.S. Tenzin Ghiatzo è il 14° Dalai Lama. Il monastero storico di Sera Jé è situato nella parte nord di Lhasa. Raggiunse il numero di 5500 monaci residenti ed era diviso in sezioni o collegi; all’inizio erano quattro, Gya, Dromteng, Toed-Pa e Me. I due collegi principali sono Sera Jé e Sera Mé. Il monastero di Sera è uno delle tre grandi università monastiche del buddismo tibetano della tradizione Gelug. Dopo l’invasione armata cinese in territorio tibetano alla fine degli anni cinquanta, il 90% dei monasteri è stato distrutto dalla furia iconoclasta della rivoluzione culturale e oggi molti di questi sono stati ricostruiti, in India, dai monaci scampati all’invasione.

Nel sud India, nello stato del Karnataka, a due ore dalla cittadina di Mysore, si trova in esilio, il monastero di Sera, in cui vi dimorano oltre tremila monaci, che seguono gli studi monastici, rituali, cerimonie, e mantengono così viva la loro ricca tradizione di oltre dieci secoli. L’intervento dei monaci si richiama alla tradizione rituale della cultura buddista tibetana ed è suddiviso in due parti: balli e canti rituali.

Questa registrazione, effettuata nei primi giorni del gennaio 1997, é il momento più significativo di un pellegrinaggio in India, guidato da un monaco buddista, Franco Callea, nei luoghi più importanti dove visse Buddha Sakyamuni. È in questo contesto, nel monastero tibetano di Sera Jé, esiliato nel sud dell'India, che é stato raccolto il materiale.
La sua importanza ha pertanto un duplice significato:
-storico, in quanto è la diretta testimonianza sonora di una tradizione che viene trasmessa oralmente nei secoli.
-spirituale, per essere una via d'accesso a pratiche di semplici preghiere o rituali specifici, per coloro che vogliono saperne di più.

La bellezza e la ricchezza artistica dei canti e delle musiche é resa ancora più profonda dalla condizione d'esilio in cui versa la cultura tibetana che, nonostante le difficoltà, riesce a trasmettere messaggi dell'amore, pace e tolleranza, mantenendo intatte le tradizioni secolari. La disponibilità e l'opportunità concessaci dall'abate del monastero, la gentilezza e il sorriso dei partecipanti nel lasciarsi guidare dai tempi della registrazione, sono stati gli elementi costanti di questo lavoro, coordinato mirabilmente e pazientemente dal giovane geshe Thupten Lodro, sempre pronto a risolvere ogni problema. Nell'atmosfera sacrale e pregnante di odori d'incenso e lumini, in una "gompa" (tempio), nel tardo pomeriggio, tra i dipinti e le statue dedicate alle varie manifestazioni del Buddha, in una dimensione quasi onirica, si realizzava un sogno che accarezzavo da tempo.

I migliori cantori del monastero, maestri e semplici monaci, erano davanti a me, sorridenti come bambini, irradianti di una luce interiore che emergeva in ogni istante, intensi nella concentrazione e devozione dell'esecuzione, semplici e umili nella loro toccante umanità . Improvvisamente, come per incanto, tutti i rumori dell'esterno, come il gracchiare dei corvi, cessarono, e dal silenzio, le voci e gli strumenti si levavano nello spazio infinito, mentre gli ultimi bagliori del tramonto si spegnevano sulla foresta circostante.
Come praticante buddhista spero vivamente che questo disco possa contribuire alla causa tibetana, e sono molto grato a tutti coloro che hanno contribuito alla sua realizzazione.

Angelo Ricciardi


Collocazione:

India/Sera Jé Monastery

Brani
  • MONLAM, Prayer of the Path(0:18)
  • KUI.KYON.PAN, The Praise to Tara(2:00)
  • CHAMSIM SHEG TOR-UANG DEMMA, Dedication to the special Patron of the Sera Jé Monastery(9:20)
  • GANDEN LA GHIEMA, The land of the Hundred Deities, a Prayer to Lama Tzong Khapa(3:35)
  • DJAM.MON, The Prayer of Universal Love(2.03)
  • LAMRIM DUNDU, The Graded Path(11:37)
  • TAMDRIN YANGSA SHAGPA, The Confession and Purification of Secret Hayagriva(2:27)
  • TAMDRIM YANGSA CHENDREN, The Invocation of Secret Hayagriva(2:14)
  • TAMDRIM YANGSA SEDJU, Verses of the Patronage of Secret Hayagriva(2:54)
  • DAG SHEN MA, The Practise of Exchanging Oneself with Others-extended version(4:41)
  • KUI.KYON.PAN, The Praise of Tara-abridged version(2:24)
  • DAG SHEN MA, The Practise of Exchanging Oneself with Others-abridged version(1:37)
  • GEUA NGOUA, Dedication of the Merits from the Tenth Chapter of the Bodhisattvacaryavatara(2:23)
  • TZEME YONTEN, Final Dedication Taken from "Words of Truth", chant written by Dalai Lama, to Chenrezig(0:15)
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